Tina non sa cosa le è saltato in mente quel pomeriggio, quando ha accettato di giocare a pallavolo con i compagni. Di solito fa solo le cose che sa fare bene, perché ha sempre paura di sbagliare. Gli altri bambini la chiamano "perfettina" e non la trovano molto divertente: la perfezione non ha mai fatto ridere nessuno! La palla cadrà nel fume, Tina per riprenderla precipiterà giù da una cascata e da qui tutto avrà inizio. Recuperata da un'enorme signora-mongolfera, viene portata in volo fino a uno strano paese, pieno di personaggi strampalati, quel giorno in festa per la Fiera degli Scarti e l'annuale Caccia al Tesoro. Chi arriverà primo? Ma soprattutto, cosa vinceranno gli altri? Perché, quando si gioca insieme, nessuno perde mai.
Il brillante esordio nella narrativa per ragazzi della vincitrice del Premio Campiello 2018 è una grande avventura senza tempo che insegna ad accogliere la diversità come un'inattesa ricchezza.
Un assassino spietato e una ragazzina. Esiste una coppia più letale? Una casa, una famiglia, una vita normale: queste sono solo alcune delle cose che Will Robie non potrà mai avere, un obiettivo impossibile da raggiungere, quasi quanto quelli che il lavoro gli impone. Narcotrafficanti, terroristi, ricchi sceicchi e criminali di ogni genere: se gli Stati Uniti ordinano, lui esegue, e questi individui spariscono dalla faccia della terra.
Ma cosa succede quando entra in gioco la coscienza e non premere quel grilletto innesca una serie di pericolose reazioni a catena? Robie dovrà scoprirlo presto, e non sarà solo. Con lui ci sarà una ragazzina dall'intelligenza acuta che tutto a un tratto rappresenterà una ragione di vita per l'uomo, tanto da spingerlo a mettere in gioco quello che di più prezioso possiede, e che tante volte gli ha permesso di dedicarsi con tutto sé stesso alla sua missione: la propria solitudine.
Quattro anni fa ho ricevuto un colpo. Mario, mio figlio appena nato, aveva subito un ictus. Mentre era in grembo? Durante il parto? Non lo so ancora: accade a due o tre bambini su mille, e tutti riportano danni al cervello. Nel suo caso, il quaranta per cento dell'emisfero destro era "bruciato", probabilmente il lato sinistro del suo corpo sarebbe rimasto paralizzato. Le statistiche, ormai l'ho capito, sono così: ti dicono solo quello che non puoi fare. Quello che si può fare l'abbiamo scoperto un po' per volta: tanta fisioterapia, a casa e in ospedale, e un programma sperimentale per l'attivazione dei neuroni specchio. Ma non bastava.
Perché Mario non guardava gli esercizi, guardava noi genitori, così concentrati a insegnargli l'autonomia che ci eravamo dimenticati di trasmettergli la gioia di vivere. Allora abbiamo cambiato prospettiva: se volevamo il meglio da nostro figlio, dovevamo dare il meglio di noi. Abbiamo ripreso a fare con lui le cose belle che ci piacevano prima: viaggiare, ascoltare musica, leggere, frequentare gli amici. E lui, passo a passo, letteralmente, si è messo in piedi ed è diventato il bambino sorridente che è oggi.
La nostra storia non è un miracolo o una favola: è un esempio di quello che curiosità, coraggio, amore e scienza possono fare. Per questo ho voluto raccontarla in un libro, come io e mio marito l'abbiamo raccontata al TED Global del 2013, e da lì ha fatto il giro del mondo.
Mario, l'io narrante, e Guido, suo compagno di scuola, sono così diversi da essere speculari: il primo è un adolescente come tanti, impaurito e attratto dalla vita, indeciso nelle scelte e appena abbozzato nella personalità, l'altro ha autorevolezza e carisma, un'immaginazione e una propensione al rischio che lo rendono diverso da tutti gli altri, abbastanza per affascinarli, troppo per non spaventarli.
Ma proprio i loro caratteri opposti rendono Mario e Guido complementari e simbiotici. Questa amicizia straordinaria prosegue per un ventennio, attraverso i molti cambiamenti che li portano dall'adolescenza all'età adulta.
Avere successo, riuscire, realizzarsi. Tutte noi attraversiamo la vita e le sue costanti sfide con gli occhi puntati al prossimo obiettivo. Solo che a volte fa troppa paura provare a raggiungerlo: quella promozione che sai di meritare ma non hai ancora avuto il coraggio di chiedere, l'idea che ti gira per la testa da anni ma che continua a rimanere chiusa nel cassetto, quel viaggio che vorresti fare e per mille motivi non hai mai concretizzato. Così, invece di metterci in gioco per esplorare ciò di cui siamo davvero capaci, preferiamo convincerci di non meritarci questi traguardi e diamo ascolto a quella vocina che ci sussurra insistente: non sei abbastanza. Ora è arrivato il momento di darci un taglio.
Questo manuale vuole essere uno spunto per imparare a buttarci anche quando non siamo certe di come andrà; per provare a cambiare la nostra percezione di successo e fallimento e smettere di voler apparire sicure a tutti i costi; per prepararci ad agire abbracciando i dubbi e le paure, invece che facendo finta di non averne; per allenarci ad uscire dalla nostra zona di comfort e immergerci in un continuo processo di miglioramento, una piccola sfida dopo l'altra. Nella vita non si fanno le rivoluzioni perché si è sicuri di se stessi, ma si impara a sentirsi più sicuri solo scendendo in campo.
In questo audiolibro Cecilia Sardeo ha messo tutta se stessa, e la sua esperienza, che l'ha portata dalla posizione di centralinista in un'azienda di Kuala Lumpur a diventare CEO e cofondatrice della divisione italiana di quella stessa azienda. Se pensi sia un miracolo, non ti sbagli: è così. Ma è un miracolo alla portata di tutti. E comincia con un cambio di prospettiva.
Il percorso di Francesco è quello di molti ragazzi d'oggi, che si accorgono di esistere senza vivere davvero, come se mancasse loro qualcosa, e un giorno decidono che così non va. Ha un lavoro stressante, anche se remunerativo, che fa per comprarsi cose che gli riducano lo stress. Ha storie con tipe tanto diverse tra loro. Sente il bisogno di star solo ma ha paura di essere "tagliato fuori", adora i genitori ma non è mai riuscito a comunicare con il padre, si fa le canne ma vuole smettere di fumare...
Uno dei capolavori delle letteratura del '900 nella pregevole traduzione di Bruno Fonzi.
Una lunga fila di emigranti è in marcia verso la città polacca di Lodz: fra loro una variopinta comunità di ebrei ortodossi che intende guadagnarsi da vivere con la tradizionale filatura a telaio. Sarà il seme dal quale nasceranno grandi industrie tessili capaci di imporre le loro merci in tutta l'Europa.
In questo piccolo e operoso mondo, dove il tempo è scandito dal lavoro e dalle pratiche religiose, nascono i due figli del pio Reb Abraham Hirsch Ashkenazi, opposti nel carattere fin dalla prima infanzia: Jakob Bunin, vitale e generoso, rappresenta la forza naturale e l'istinto gioioso di vivere, mentre Simcha Meier, introverso e abile negli affari, riversa la sua febbrile inquietudine nell'imprenditoria. La parabola dell'esistenza porterà Jakob ad affermarsi con il suo talento di comunicatore, mentre Simcha toccherà le vette del capitalismo industriale grazie a un miscuglio di cupidigia e lungimiranza che tutto travolge in nome del profitto.
Attorno a loro, tra la fine dell'Ottocento e il primo conflitto mondiale, si svolgono le grandi vicende della Storia e gli eventi minimi di una folla di personaggi uniti dalla comune spiritualità ebraica, che sfocia in conflitti generazionali, al punto di indurre i giovani a un progressivo allontanamento dalla tradizione dei padri, fino a esperienze estreme come la rivoluzione, la negazione degli affetti familiari e l'affermazione dell'individualismo assoluto.
Per Jakob e Simcha, divisi per quasi tutta la loro vita, il risultato è il distacco dal giudaismo, con la conseguente perdita della propria identità per costruirsi una rispettabilità borghese. Ma tutto è inutile, destinato al fallimento. Insieme al capitalismo si sgretolano i destini di uomini e donne travolti dal tempo e dalla Storia. Dei fratelli Ashkenazi, riuniti in un ultimo, disperato abbraccio, non resterà che l'infinita vanità del tutto.
Israel Joshua Singer racconta la grandiosa e feroce epopea borghese degli ebrei polacchi in un romanzo insieme corale e individuale, nel solco del grande realismo ottocentesco ma percorso dalle inquietudini del Novecento: un magistrale affresco che si pone come il pendant ebraico de "I Buddenbrook" di Thomas Mann, e che spiega perché il premio Nobel Isaac Singer disse dell'amato fratello: "Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera".
Milano, 1932. La vita di Pietro Morando, segnata dalle feroci liti tra il padre e la madre, lontani nell'età come negli ideali, cambia in meglio quando, nel caseggiato popolare del Ticinese in cui si è trasferito insieme ai suoi, incontra la famiglia Ronchi. Tutti comunisti, genitori e figli, solidali l'un l'altro e impegnati nella lotta contro il fascismo. Sono loro, in particolare i suoi coetanei Giovanni ed Ettore, che lo introducono nel mondo della lotta clandestina, delle imprese rischiose e delle fughe dalla polizia, loro a offrirgli una casa e una famiglia quando la madre fugge con un altro uomo, loro a fargli incontrare Lucia, la donna che amerà sempre. Ma essere considerato dai Ronchi come un fratello non basterà a distoglierlo dal progetto che ha concepito.
Milano, 2008. Emanuele Morando ha sempre amato il padre, benché diverso da lui e lontano dai suoi valori, troppo concentrato sul denaro e sull'impero immobiliare creato negli anni dell'immediato dopoguerra. Per questo, quando, dopo la morte del genitore, si accinge a mettere ordine fra le sue carte, si imbatte in scoperte che lo turbano profondamente, perché sembrano non coincidere in nulla con la storia che Pietro Morando ha sempre raccontato. Determinato a fare chiarezza, Emanuele ricostruirà la vita di suo padre durante gli anni del fascismo e si vedrà costretto a confrontarsi con rivelazioni sconvolgenti, legate a una famiglia mai nominata prima, i Ronchi, che getteranno una luce sinistra sul passato di Pietro Morando e condizioneranno il futuro di Emanuele.
Carla Maria Russo affronta una pagina difficile e controversa della nostra storia recente, dove amici e nemici, sodali e traditori si scambiano continuamente di ruolo e dove ogni verità non è che un frammento di molte bugie, regalandoci una saga familiare potente e intensa.
Mezza umana e mezza wyr, l'antica e potentissima razza dei draghi, Pia ha sempre cercato di nascondere a tutti le sue origini. Ma un giorno il suo ex fidanzato scopre la sua capacità innata di aprire qualsiasi serratura e la costringe a commettere un furto. Non si tratta di un furto qualsiasi: le chiede di derubare un drago multimiliardario. Pia riesce nella sua missione e ruba un penny dai suoi tesori, senza sapere che da quel momento in poi il suo sangue wyr tornerà a reclamare la sua parte.
Prima ancora però, sarà il derubato a reclamare indietro la sua moneta, insieme alla ladra che ha osato sottrargliela. Lui è Dragos Cuelebre, nato insieme al sistema solare, predatore tra i predatori, il più temuto dei wyr. Ma quando riuscirà a catturare Pia, scoprirà segreti ed emozioni nuove, che lo uniranno a lei irreparabilmente, come una forza ancestrale. Insieme affronteranno la minaccia dei fae oscuri e le difficoltà della trasformazione che sta avvenendo in Pia, che ora è pronta ad accettare la sua natura wyr.
Un'esplosiva miscela di magia e romanticismo tra le fortezze dell'Altra Terra e i grattacieli di New York, un mondo popolato di creature maestose e affascinanti, in cui sarà un piacere perdersi.
Giorgio, studente modello figlio di intellettuali borghesi, ha ventidue anni e una vita normale e un po' noiosa. Francesco è torbido, misterioso e affascinante. E baro. Le loro vite viaggiano separate fino all'incontro che segnerà il destino di entrambi, trascinandoli in un vortice ubriacante che a poco a poco diventa un'inarrestabile discesa agli inferi.
Una storia struggente sull'amicizia e il tradimento, un viaggio doloroso e inquietante in quel tempo fragile e misterioso che separa la giovinezza dall'età adulta.
"Ho scritto 'L'italiano. Lezioni semiserie' per denunciare le violenze contro la nostra lingua, ma non chiedo condanne. Lo scopo è la riabilitazione. Scrivere bene si può. L'importante è capire chi scrive male, e regolarsi di conseguenza. Questo è un libro ottimista, e ha un obiettivo dichiarato: aiutarvi a scrivere in maniera efficace (un'e-mail, una relazione, una tesi o un breve saggio: la tecnica non cambia)".
Dal "decalogo diabolico" - dieci regole per scrivere schifezze - alla psicopatologia della lingua quotidiana, dai consigli sull'uso della punteggiatura ai 16 suggerimenti ispirati a Flaiano e Montanelli, quel che occorre per imparare a scrivere in italiano. Divertendosi.
Nel mondo LGBTQ+, per coming out si intende il momento in cui una persona decide di dire al mondo "io sono così" e deriva dal modo di dire "coming out of the closet". I coming out sono tutti diversi non solo perché sono diverse le persone che li fanno, ma anche perché sono diverse quelle che li ascoltano. Ogni coming out è una storia, il racconto di un pezzo di viaggio unico, un incontro tra chi ha bisogno di dire e chi ha (si spera) voglia di ascoltare. Queste sono 12 storie che vogliono uscire dall'armadio, ora non resta che starle a sentire.
Naki - Il viaggio
A volte è necessario andare molto lontano per sentirsi davvero vicini a sé. Naki ci parla di un coraggio difficile da raggiungere, in un'India a portata di mano.
Un assassino spietato e una ragazzina. Esiste una coppia più letale? Una casa, una famiglia, una vita normale: queste sono solo alcune delle cose che Will Robie non potrà mai avere, un obiettivo impossibile da raggiungere, quasi quanto quelli che il lavoro gli impone. Narcotrafficanti, terroristi, ricchi sceicchi e criminali di ogni genere: se gli Stati Uniti ordinano, lui esegue, e questi individui spariscono dalla faccia della terra.
Ma cosa succede quando entra in gioco la coscienza e non premere quel grilletto innesca una serie di pericolose reazioni a catena? Robie dovrà scoprirlo presto, e non sarà solo. Con lui ci sarà una ragazzina dall'intelligenza acuta che tutto a un tratto rappresenterà una ragione di vita per l'uomo, tanto da spingerlo a mettere in gioco quello che di più prezioso possiede, e che tante volte gli ha permesso di dedicarsi con tutto sé stesso alla sua missione: la propria solitudine.
















