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Intervista a Gianrico Carofiglio per Audible al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

Intervista a Gianrico Carofiglio per Audible al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

Gianrico Carofiglio: una delle voci più ascoltate su Audible

Gianrico Carofiglio è uno degli autori italiani contemporanei più letti e ascoltati, grazie alla sua esperienza nel mondo della giustizia e a una scrittura narrativa chiara e coinvolgente.

Ex magistrato e già senatore, ha esordito nel 2002 con Testimone inconsapevole, primo capitolo della serie che ha per protagonista l’avvocato Guido Guerrieri, figura centrale del suo universo letterario e simbolo del legal thriller italiano. Da allora ha costruito un universo narrativo popolato da personaggi complessi e profondamente umani, come il maresciallo Pietro Fenoglio e l’ex magistrata Penelope Spada, esplorando con grande attenzione i temi della giustizia, della verità e delle fragilità individuali. Autore anche di saggi e opere non seriali, ha venduto milioni di copie tradotte in molte lingue ed è apprezzato per la chiarezza del suo stile e la sensibilità verso il linguaggio. Su Audible i suoi titoli sono tra i più ascoltati, anche grazie alle interpretazioni dello stesso autore, che aggiungono autenticità e intensità alla narrazione. In occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino lo abbiamo incontrato per approfondire il suo lavoro di scrittore e narratore, e il suo rapporto con la voce tra scrittura e ascolto.

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Intervista a Gianrico Carofiglio per il blog di Audible in Italia

1. Due dei suoi romanzi, La disciplina di Penelope e Rancore, sono diventati serie audio Audible Original, con un cast multivoice, colonna sonora originale ed effetti sonori. Che cosa ha scoperto delle sue storie ascoltandole in questa nuova forma? Ha avuto la sensazione che l’audio ne rivelasse aspetti inattesi, o addirittura le trasformasse in qualcosa di diverso? Oppure tutte e due le cose?

Direi tutte e due le cose, l'audio, soprattutto quando è molto ben fatto come in questi casi, ti dà una prospettiva, un punto di vista che non ti eri pienamente immaginato. Il paesaggio sonoro è un potente strumento per far immaginare altre sfaccettature delle storie. Quindi da questo punto di vista è stato, non direi istruttivo, è stato l'apertura di un altro orizzonte, di un'altra prospettiva.

2. Lei ha visto le sue opere attraversare molti linguaggi: cinema, televisione, teatro, audiolibro e serie audio. Per uno scrittore, che cosa significa affidare una storia ad altri interpreti, altre voci, altri codici narrativi? È più un atto di fiducia, di distacco, di curiosità — o tutte queste cose insieme?

Direi tutte queste cose insieme. È necessario avere almeno una qualche misura di fiducia, ma contemporaneamente bisogna accettare l'idea, il distacco, che quello che verrà prodotto sarà una cosa diversa dal tuo libro. Un ottimo modo per rendersi infelice per uno scrittore è quello di pensare che il film, o la serie audio, o la serie tv riproduca esattamente quello che c'è nel libro. Non può essere così perché sono linguaggi diversi e bisogna essere pronti a vedere una cosa diversa che può essere buona, meno buona, a volte straordinariamente buona, e a volte anche pessima.

3. A partire dalla scrittura di un libro c'è un lavoro che lei ha preferito vedere riprodotto in un altro formato?

A me è piaciuto molto, diciamo, se dovessi dire, quello che mi è piaciuto di più di tutto è stata la serie audio di Rancore. Perché è quella che più di tutte, tra serie video, serie audio e altre forme espressive, anche teatro, è più di tutte quella che ha colto lo spirito del romanzo, questo è quello che uno può legittimamente aspettarsi, e lo ha trasferito in una forma espressiva diversa. Direi quello, sì.

4. Da ascoltatore, che rapporto ha con gli audiolibri e le serie audio? Ci sono generi, autori o titoli che l’hanno colpita particolarmente e che consiglierebbe agli ascoltatori di Audible?

Ma in realtà, per gli audiolibri, il tema è un po’ più complesso rispetto alla possibilità di suggerire semplicemente un libro, perché la voce del lettore e della lettrice conta. Ce ne sono alcuni che, in modo mimetico, sanno scomparire e far parlare il libro: sono i miei preferiti. Poi ci sono quelli che invece pensano di fare un’interpretazione teatrale, che non è, e quindi mettono il libro al proprio servizio piuttosto che il contrario, e di solito sono quelli che non mi piacciono. E poi c’è una soluzione intermedia: interpretazioni a volte anche decise, ma che non sovrastano e non cancellano la storia. Io, in generale, mi sento di consigliare le letture non neutre, più coerenti con l’idea dell’audiolibro, che è una persona che sta leggendo un libro a un’altra persona.

5. Nella sua scrittura, quanto contano i luoghi anche dal punto di vista sonoro — le voci, i rumori, i silenzi, il ritmo di una città? Sono elementi che entrano nella costruzione di una storia o dei personaggi?

Sì, e non è stata una cosa immediata e naturale per me. È una di quelle cose che ho imparato nel tirocinio di scrittura. Nel senso che io non sono, dal punto di vista della prevalenza sensoriale, un uditivo, ma piuttosto un visivo. Però quando mi sono reso conto, abbastanza presto, della potenza delle suggestioni sonore nella scrittura, ho cercato deliberatamente di cercarle nell'esperienza e di riportarle nelle pagine. E devo dire, alcune delle cose in cui mi riconosco di più fra quelle che ho scritto, sono proprio il racconto di esperienze sonore.

6. Lei è spesso anche la voce narrante dei suoi libri. Quando si prepara a leggerli ad alta voce, che tipo di lavoro fa sul testo, sul ritmo e sui personaggi? Segue un metodo preciso oppure, conoscendo intimamente le sue storie, si affida anche all’istinto del momento?

No, io non faccio nessun lavoro di preparazione, ma non perché conosca molto bene le storie: alcune le conosco bene, altre invece le scopro leggendole ad alta voce. Direi che mi piace un’opera di consapevole improvvisazione nella lettura. Cioè, leggo un testo che conosco molto bene perché l’ho scritto io: a volte mi riconosco, a volte scopro delle cose che letteralmente non sapevo di avere scritto, e secondo me quelle sono le più interessanti per me e per il lettore, lettrice, ascoltatore, ascoltatrice. È molto interessante anche questo dettaglio: io leggo e a volte mi sorprendo dicendo “mah, questa roba potevi farla meglio”, e altre volte, questo è meno piacevole, dico “ah beh, accipicchia, quello che ha scritto questa roba qua non è poi così male”. Quindi è un’esperienza interessante anche da questo punto di vista. Ci ricordiamo che a volte abbiamo fatto in passato delle cose che sono meravigliose.

7. Tra le sue opere, c’è qualcosa che Gianrico Carofiglio, rileggendo e narrandole, ha sentito di voler riscrivere diversamente o di cui cambierebbe alcuni passaggi?

Non cose estese, a volte mi capita di leggere una frase, forse un passaggio in cui noto una debolezza stilistica che poteva essere eliminata, tant'è che a un certo punto avevo anche pensato, poi non l'ho fatto, che l'ultima revisione di ogni libro avrei dovuto farla leggendo ad alta voce. Era un po' complicato, soprattutto con i tempi stretti, però sì, se la domanda riguarda ogni tipo di spunto critico, certo mi capita di trovare qualche frase o anche soltanto delle parole messe nel posto sbagliato che avrei riscritto diversamente, però non interi pezzi di libro e men che meno capitoli, perché tutti noi ci affezioniamo a quello che facciamo, però quello che io metto in un libro è il risultato di 4, 5, 6 revisioni, quindi buona parte di quel lavoro è stato effettivamente fatto prima.

8. I lettori del nostro blog apprezzano molto i suoi audiolibri e sono sempre curiosi di scoprire nuove voci. Guardando alla sua formazione di scrittore, quali autori o autrici del giallo, del noir o della narrativa d’indagine considera fondamentali? E in che modo hanno contribuito a definire il suo sguardo, il suo stile o il suo modo di costruire una storia?

Ci sono autori che sono fondamentali dal punto di vista storico, ma di cui percepiamo l’invecchiamento. Chandler, per tutti, ha cambiato il modo di raccontare quelle storie. Ho provato a rileggerlo di recente e mi ha un po’ annoiato. Però, pensando a quando è stato scritto, si capisce quale innovazione abbia costituito in quel genere. Tra gli autori più recenti e contemporanei, a me piace molto uno scrittore newyorkese. Non so ancora se sia in vita; comunque, se è in vita, è molto grande. È Lawrence Block, che ha scritto una bellissima serie di romanzi il cui protagonista è un investigatore privato, ex alcolizzato ed ex poliziotto, personaggio con una grande ricchezza psicologica. Sono scritti molto bene e hanno un racconto della città di New York che è veramente molto, molto bello. Sono parecchi: non tutti sono buoni, come spesso capita; i migliori sono i primi. Però è un autore che mi sento sicuramente di consigliare.

Quali audiolibri di Gianrico Carofiglio ascoltare su Audible?

Sono davvero tanti e tutti coinvolgenti i migliori audiolibri di Gianrico Carofiglio da ascoltare su Audible. Se ancora non conosci questo autore italiano che ha fatto del giallo giudiziario uno dei centri della sua migliore narrativa, è il momento giusto per scoprirlo: i suoi romanzi uniscono intrecci investigativi, profondità psicologica e uno stile limpido e coinvolgente, rendendolo uno degli autori più apprezzati dagli ascoltatori. Ecco i nostri preferiti, a partire dalla serie audio Audible Original Rancore: un titolo imperdibile diretto e sonorizzato da Luca Micheli, che coinvolge un cast di oltre trenta voci e sfrutta una sofisticata tecnologia audio binaurale. Il tutto è arricchito da una colonna sonora originale e da una soundtrack creata ad hoc, per un’esperienza d’ascolto immersiva e cinematografica.

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Se vuoi scoprire tutti gli audiolibri di Gianrico Carofiglio, approfondire la sua traiettoria professionale e la sua biografia come scrittore leggi anche l'articolo dedicato.

I migliori romanzi gialli di Gianrico Carofiglio su Audible

Sono davvero tanti i romanzi e i saggi di Ginarico Carofiglio su Audible. Cosa aspetti ad esplorare subito il catalogo e scegliere l'audiolibro di Gianrico Carofiglio più bello per te?