L’autore pluripremiato W.H. Hawthorne è nato e cresciuto nell’interno dell’Alaska. Ha lasciato la sua amata «Grande Terra» per intraprendere una carriera di quattro decenni nella ricerca e sviluppo applicata, progettando sistemi robotici autonomi e sistemi intelligenti nell’ambito di progetti per DARPA, NASA, DOD, DOE e altre organizzazioni. Spesso impegnato come consulente indipendente, lo si poteva trovare di solito nel laboratorio al piano interrato o in un angolo appartato del grande capannone, con le dita sulla tastiera e mezzo nascosto fra oscilloscopi, analizzatori e lavagne.
Il suo romanzo d’esordio, The Very Last War, attinge a queste esperienze per creare una Terza guerra mondiale spaventosamente plausibile, fatta di tecnologie emergenti, armi autonome, sconvolgimenti politici e una visione decisamente non convenzionale dell’autogoverno americano. Sostiene che lui e i suoi ragazzi potrebbero costruire l’Hellhound.
Divertente, ma anche piuttosto serio.
Il suo secondo libro, America Under Test, porta la questione dell’America fuori dal mondo della narrativa. Qui Hawthorne applica alla progettazione dell’autogoverno americano la stessa disciplina ingegneristica che ha prodotto l’Hellhound e il MAV. Unendo una profonda comprensione dei sistemi allo stile di scrittura che ha portato The Very Last War al primo posto tra i bestseller Amazon di narrativa politica, Hawthorne sottopone a reverse engineering il progetto fondamentale americano e scopre qualcosa di sorprendente: un’architettura di livello superiore nascosta sotto gli occhi di tutti.
A quanto pare, la Generazione dei Fondatori ha costruito qualcosa di molto più strano, sofisticato e generalizzato di quanto lasci intendere la consueta storia dei pesi e contrappesi.
Serio, ma anche piuttosto divertente.
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