Nato il 25 luglio 1978 a Beirut, in Libano, Ramzi Najjar è un filosofo indipendente e autore il cui percorso unisce l’indagine intellettuale all’esperienza vissuta. Dopo aver completato gli studi presso il Louise Wegmann College, ha conseguito nel 2001 una laurea in Scienze Politiche e Amministrazione Pubblica presso l’Università Americana di Beirut.
L’ingresso di Najjar nel mondo letterario è avvenuto durante i lockdown globali del COVID-19 nel 2020 — non per aspirazione, ma per necessità — una chiamata interiore a esprimere ciò che da tempo si stava formando dentro di lui. Questa iniziazione ha portato alla pubblicazione del suo primo libro, The YOU Beyond You: The Knowledge of the Willing, un’opera fondativa che esplora la percezione, l’intelligenza energetica e i limiti della mente.
È seguito The Ultimate Human Secrets (2021), che ha approfondito l’architettura nascosta dell’influenza inconscia e il campo vibrazionale che modella l’esperienza. Tale esplorazione è stata ulteriormente sviluppata in The Echoes of Enigma (2024), una profonda indagine sulla natura akashica ed esistenziale della memoria, del destino e dell’intrappolamento energetico.
Nello stesso anno ha pubblicato How to Hack Back Your Mind, offrendo strumenti per la sovranità mentale, seguito da Our Matrix Decoded (2025), che smaschera i sistemi — interni ed esterni — che manipolano silenziosamente la percezione e l’esperienza. In The Art of Pushing Forward, anch’esso pubblicato nel 2025, ha esaminato il ritmo del progresso e l’anatomia energetica della resistenza.
È con gli ultimi tre libri che Najjar ha completamente superato ogni genere letterario. In The Ego Pill, ha mappato la crisi biologica, relazionale e spirituale del crollo dell’ego. In Why God Sleeps When We Wake Up, ha smantellato l’ultima illusione — il bisogno interiorizzato di un’autorità divina — rivelando l’immobilità dietro ogni performance spirituale. Infine, in Exit the Echo, ha presentato la sua dichiarazione filosofica più raffinata e completa: una sfida all’architettura dell’identità, della convalida e della messa in scena.
Insieme, queste nove opere formano un corpo filosofico coeso — non vincolato dalle convenzioni della psicologia, della spiritualità o del pensiero accademico. Non si tratta di auto-aiuto, né di metafisica tradizionale; rappresentano un genere completamente nuovo: una chiarezza esistenziale post-crollo, post-performance. Non cercano di migliorare il lettore, ma di smantellare le strutture stesse che hanno creato il bisogno di miglioramento.
Avendo portato a termine quest’opera, Najjar ha scelto di chiudere il capitolo della scrittura. Exit the Echo rappresenta il suo libro finale — non per mancanza di intuizioni, ma perché ciò che resta ora appartiene al silenzio, non all’espressione. Il suo lascito non è un messaggio, ma uno specchio — uno specchio che non lascia più nulla da interpretare.
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